BA-TA-CLAN

A volte camminando per le vie della città ci si imbatte in edifici stranianti, unici, lontanissimi dallo stile haussmaniano imperante. Vale allora la pena scoprirne la storia e capire le tracce che altre culture hanno lasciato nel tessuto urbano.

È il caso del Bataclan, caffè-teatro storico nell’XI arrondissement, non lontano da Place de la Répubblique. Il nome deriva dal ‘Ba-ta-clan’, un’operetta di Offenbach del 1855 considerata una ‘chinoiserie musicale’. Lo stile dell’edificio è, infatti, decisamente orientale, secondo il gusto per le cineserie tipico della Francia di fine ‘800. La struttura originale, progettata dall’architetto Charles Duval, comprendeva una imponente pagoda che purtroppo non è sopravvissuta alle varie modifiche intervenute negli anni. Anche senza pagoda, comunque, l’aspetto complessivo e i colori sgargianti della facciata lo rendono un luogo unico e inconfondibile.

Quando fu inaugurato il Bataclan era un caffè-concerto di successo con una grande sala da ballo al primo piano. I concerti e gli spettacoli che andavano in scena pare fossero tra i più acclamati e riusciti della città: quella fu decisamente l’epoca d’oro della sala. Tra infinite peripezie, incidenti e trasformazioni il miracolo del Bataclan è di essere ancora stabile al suo posto… e in attività!

Nei primi del ‘900 ci fu una svolta verso il teatro di rivista mentre dagli anni ‘20 e fino alla fine degli anni ‘60 la sala fu convertita in cinema. Fu negli anni ‘50 che che l’edificio originale, anche a seguito di un vasto incendio e delle nuove norme di sicurezza, subì le maggiori trasformazioni, con un sensibile impoverimento della ricchezza degli interni e delle decorazioni. Finalmente negli anni ‘70 la sala fu nuovamente adibita a sala da spettacolo e per due decenni ha ospitato cabaret, spettacoli comici e di intrattenimento ‘leggero’. Nel 1991 un’illuminata amministrazione cittadina si mosse per dichiarare il Bataclan edificio di interesse storico-culturale.

Oggi il Bataclan, in un momento evidentemente difficile per il teatro in generale, naviga ancora in acque sicure proponendo al pubblico un cartellone molto ricco e vario che va dai concerti pop-rock alle serate dedicate alla comicità.

Mi ritrovo qui in occasione di un concerto (Gotye, per la cronaca) e confesso che alla fine della serata rimango forse più colpito dal Bataclan che non dallo spettacolo. Immagino questo luogo al tempo degli esordi e poi nella bell’époque, quando la società borghese parigina veniva qui a ballare o a godersi una serata in compagnia. Era il periodo in cui la Francia aveva il controllo coloniale dell’Indocina e il gusto per l’oriente imperversava. È questa la memoria storica del Bataclan e il suo significato più autentico… tenerlo in vita, e con successo nonostante le difficoltà contingenti, mi sembra il migliore omaggio che si possa tributargli.

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  • Dopo gli attentati a Parigi e i tanti morti al Bataclan, vorrei sapere se ci è tornato. caro Flavio. Questo articolo è cosi evocativo…Ho difficoltà ad immaginarmi com’è andata questa tragedia. Ho sentito dire che quelli che sono stati ammazzati erano radunati sul palco, e poi freddamente uccisi, uno a uno. Non so se è vero, un “update” qui sarebbe benvenuto!