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Pierfrancesco Matarazzo
La vita
Pierfrancesco Matarazzo, nome troppo lungo che ha portato in giro come un’incudine in bilico su un nido di rami sottili, accatastando idee su progetti, viaggi su passioni. E’ sempre di corsa Pierfrancesco. Mentre fa, si spezza in desideri per il prossimo creare.
Il tempo è troppo veloce per lui, non gli basta. Il tempo è troppo lento per lui, non lo fa arrivare presto al prossimo sentire. Assetato d’esperienza, curioso di diversità, ha imparato a guardarsi intorno dove il quotidiano nasconde imperdibili storie da raccontare. E quando non trova nessuno che lo voglia ascoltare, le mischia per se stesso e cerca, cerca la prossima certezza da smantellare. Pierfrancesco non potrebbe vivere senza i libri e le librerie, i dolci, i cambiamenti, i viaggi (anche mentali), l’immaginazione, le sue passeggiate in solitaria, il teatro che avrebbe voluto fare e il cinema che avrebbe voluto sognare. La scrittura è Pierfrancesco, quindi senza di lei non staremmo qui a parlare. Pierfrancesco ha un suo blog in cui sperimenta nuove vie di comunicazione con chiunque sia pronto a rischiare.
Ipse dixit: "il dubbio e' la mia più grande ricchezza"
E-mail: pima@fastwebnet.it
Blog: http://imago2punto0.blogspot.com |
Funamboli di ferro si fissano vuoti.
Pierfrancesco Matarazzo
Non braccia o gambe,
livore o speranza,
odore o perdite.
Contrappesi di compromesso ci spingono a rimanere,
a guardare la torre del perdono.
Avanzare,
impossibile il gesto,
riposto con l’altro sé dietro il nostro,
dietro l’ovale che si spezza in sorriso,
davanti al giocoliere che ci salta, carne infetta, e divora il filo.
Poesia estratte dalla raccolta “Piccole Cose” di Pierfrancesco Matarazzo
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La corsa inizia staccata dal gruppo, dove il rumore dell’acqua si fa fitto.
Pierfrancesco Matarazzo
Uomini attorcigliano corde di ricordi sulle spalle senza aspettare che si consumino.
Niente più paura, niente desiderio, vigore accartocciato su una barca di nervi che spingono senza conoscerne il senso.
L’oscura certezza si avvicina sicura e prudente.
Aspetta che il gesto sia compiuto per deviare l’orientamento di un accordo.
Una nuova voce, embrione di intensità così palese da sparire.
Quattro capitani si fissano su quel fiume, inseguendosi senza sapere,
scrutano, si tendono, voglio leggere il buio, etichettarlo e passare oltre.
In ogni fotocopia di complessità che li sfiora sentono bugie, sprecate, lucciole morte in un barattolo prezioso, significato spazzolato via dalle spalle, mentre viene disegnato da bambini.
Colori sbagliati, proporzioni sbagliate, fracasso sbagliato.
Lasciarsi scorrere allora, giù, oltre il presidio della ragione,
una nascita nuova, feroce, impalpabile, ancor più caparbia ed egoista, senza conoscenza, senza timore.
Sì, lasciarsi risucchiare, aiutare il piacere a presentare superiori possibilità di vita, cambiare, servirsi di sé per allungare il desiderio. Cambiare.
Aver aspettato, seguito, annullato, toccato, insistito, fermato.
Cambiare, non importa più.
Poesia estratte dalla raccolta “Piccole Cose” di Pierfrancesco Matarazzo
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Verità, da vendere, ultima novità.
Pierfrancesco Matarazzo
Corpo che si comprime, spasmo d’incertezza.
Ventre assente, esploso tempo fa, quando il giorno smise di esser reale.
Verità, da vendere, la più sicura, la più cercata, la più recente.
La sfilano dalle nostre tempie,
gomitolo di sensazioni arrese all’incalzare del contatto che geme e violenta.
Il sorriso ci lima lentamente, quasi non sentiamo la polvere di idee incolte che scacciamo,
il dubbio a cui rinunciamo senza parlare,
senza staccare il piede dal pozzo estinto a cui ci ostiniamo a vendere noi stessi.
Poesia estratte dalla raccolta “Piccole Cose” di Pierfrancesco Matarazzo
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Pierfrancesco Matarazzo
Rabbia,
luminosa, nervosa, instabile, succosa rabbia.
Assenza di voce, coerenza di suoni spettrali.
Il corpo si tende per la sua spinta, dall’interno svuota le passioni, lede i ricordi, attacca la pace alla speranza, calce da spargere lontano.
Scorre, sfuggente, spostando gli occhi, otturando le orecchie, scavalcando gli artigli della parola.
Insegue.
S’insegue nel mio ventre, rovistando aspra fra gli odori di un vecchio sogno.
Mi percorre, rivestita di aculei e ogni colpo è piacere.
Rabbia.
Ancora una volta.
Poesia estratte dalla raccolta “Piccole Cose” di Pierfrancesco Matarazzo
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Pierfrancesco Matarazzo
Silenzio morbido.
Un reticolo di neve si sposta intorno al vento.
Le urla si sfaldano, desideri vani ricoperti dal manto.
Piccoli passi,
pinguini deformi, si muovono, si cercano, non si aspettano, non si piacciono.
Hanno paura, ritorta, ingurgitata in una giornata eterna.
Si nascondono nel sole,
nella voglia qualunque che li assale e li mastica.
Felici si spezzano,
depongono polvere di voci su un altare di ragioni.
Scompaiono,
sono già scomparsi,
sciolti dal volere comune.
Poesia estratte dalla raccolta “Piccole Cose” di Pierfrancesco Matarazzo
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Pierfrancesco Matarazzo
Germogli di spazio,
da strofinare l’uno contro l’altro,
pietre di un ruscello,
per vedere se possono scoppiare addosso ad un dialogo ferito dalla tua assenza.
Speranze di mattini rotti,
perduti,
mai esistiti, se non nella perseveranza di un’unghia di ascolto che ancora giace, calda, dietro i tuoi occhi incerti.
Catapulto reticoli di parole sulle tue labbra affinché le spezzino, ti svuotino.
Libero da te stesso, finalmente.
Per affrontare le ciglia di un pensiero altrui che diventa centro,
generando, insospettabile, il tuo esser piacere
Poesia estratte dalla raccolta “Piccole Cose” di Pierfrancesco Matarazzo |
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