Antonio
Contoli
La vita
Antonio Contoli è nato il 7 luglio del 1972, a Roma,
città dove attualmente vive. In passato ha frequentato
studi umanistici; oggi lavora con numeri e statistiche, per
un’importante network satellitare. Trascorre il tempo
libero alternando la scrittura di poesie, articoli e canzoni;
gli piace incontrare vite sempre nuove, seguendo la strada
dove lo portano gli anni.
Su web ha dato vita al blog fiorenero72.spaces.live.com
per ricordare a sé stesso, più che ad altri,
che il presente è importante, e per non perderne il
senso, di tanto in tanto, bisogna fermarsi a rimirarlo, anche
solo attraverso una frase o un’immagine.
Fiorenero è l’alter ego di Antonio; è
nato dalla necessità di una risurrezione (un’altra...),
tanto catartica quanto dolorosa, che ha incontrato sul suo
cammino la sera del 13 novembre 2004.
Bibliografia essenziale
...e tutto il resto è vano! (1990,
autoprodotto)
Intuizionismo (1991, autoprodotto)
8-17/4/1993 Live in Santa Severa (1993, autoprodotto)
Secoli e Secoli di Solitudine (1993, autoprodotto)
La Trilogia degli Occhi (2008, Firenze Libri)
Storie di ordinaria precarietà (all’interno
dell’antologia Perle Sciolte - 2009, Bel-Ami Edizioni)
Ipse dixit: ""
E-mail: antoniocontoli@virgilio.it
...e tutto il resto è vano!
Antonio Contoli
Vinta la resistenza delle nubi,
giunge;
...e tutto il resto è vano!
M' intrattengo
a dialogare con i miei occhi,
sapendo che hanno molto
da dirmi.
da ...e tutto il resto è vano! (1990, autoprodotto)
Piove a Roma
Antonio Contoli
E piove
nell'aria rinfrescata sembra quasi
che l'acqua a gocce scenda a rinnovare
un sacro rito.
Le nuove
concezioni dell'umana realtà
molti luoghi raggiungono sorrette
sol dalla sorte
Ma Giove
sommo, dall'alto ogni teoria disperde
rendendo ignoto il principio ed il fine
dell'universo.
Altrove
i mortali simili a mosconi
cozzano contro vetri di superbia
senza capirlo.
E piove
ho visto il tanto desiato viso
in una goccia fredda e frettolosa ...
questa è la vita.
da ...e tutto il resto è vano! (1990, autoprodotto)
Il viaggio è cominciato...
Antonio Contoli
Il viaggio è cominciato
i nostri corpi si stanno sollevando
Bella non devi aver paura
ti dico che noi stiamo solo sognando
Non vedi che era tutto così facile
puoi fermarti un po' se vuoi
stringimi adesso o non riusciremo a passare
il mondo aspetta solo noi
Prego DIO
che tutto questo
possa durare
Non pensarci troppo su
Nessuno ci può più fermare
Nessuno ci può far tornare
Prendi la mia mano e continua a volare
Scrolla di dosso tutte le ansie
immergi le mani dentro questo sole
se solo catturi un suo raggio
non ci serviranno più ...
... PAROLE
da 8-17/4/1993 Live in Santa Severa (1993, autoprodotto)
Sono qui...
Sono qui
rinchiuso in un'enorme sfera di cristallo
Sono freddo
il sole non riesce più a scaldarmi
Sono solo
aspetto inutilmente una mano amica
Ombre
Attraversano il mio corpo inerte
Nessuno sa dirmi
Come uscire di qui??????????
Sono immerso
nel sogno di un'enorme sfera di cristallo
Sono dentro
la pioggia non riesce a bagnarmi i capelli
Sono solo
angoli morti ... spazi vuoti ... spazi pieni ...
Ti aspetto da sempre
in questa prigione che taglia i miei sensi
come una lama
rasoio di ghiaccio rovente
Nell'aria profumo di nulla
da 8-17/4/1993 Live in Santa Severa (1993, autoprodotto)
Il Vuoto
Antonio Contoli
Il vuoto
il pianeta ha compiuto il suo viaggio
non c'è nulla di incredibile
il sangue scorre sulle sponde lisce
come un fiume denso di sabbia e catrame
Il vuoto
nè freddo nè caldo
nè tenue nè violento
il pianeta lentamente si nasconde
essere informe senza più idee
Volevo
aggrapparmi ai tuoi capelli
ma sono rimasto solo
a rimirare stordito strani simboli
dispersi ai confini della strada
Quanto fiato ho disperso nell'aria
ma adesso ho uno scrigno marmoreo
dove riporre per sempre
i sensi e le mani
Intorno al perimetro
danzano
strane ombre sfuggenti
dentro
il sole non può
accecarmi
più di tanto
sulla pelle
vanno scomparendo
i segni di un gioco
che non mi appartiene più
che non mi è mai appartenuto
Finalmente so
cosa voglio da questa vita
Le luci della strada sono deluse e annoiate come non mai
e tutto sembra gettarsi in una pozzanghera scura
ho controllato se avevo ancora la chiave in tasca
e l'ho trovata
I passi lenti mi conducono al tempio
avanzo a tentoni nel denso fumo viola
la serratura della porta è un po' arrugginita
la chiave entra con difficoltà
si aprono le ante della muta prigione
avanzo a tentoni nel denso fumo viola
e mi siedo per terra a guardare i resti della mia vita
Alzo gli occhi impauriti
una luce fioca illumina le pareti
Non c'è più nulla qui
ho perso tutto
la vita di un uomo finisce
dove tutto è morte
la stella
di cui stasera vedo la luce
non esiste più da anni
Forza provate a seguirmi
non vi lascerete impressionare
è solo questione di attimi
dovete seguire i miei passi
per non confondervi nel sogno
per credere in qualcosa
Sono qui per voi
negli occhi mi si possono leggere
vent'anni bruciati e ormai persi
il fallimento più completo
Il vuoto
ora mi resta poco da fare
il mio ultimo accordo
lo dedico a chiunque
sappia darmi una risposta
Il vuoto
e non serviranno parole
un abbraccio è stato interrotto
e non serviranno preghiere
Alzo gli occhi impauriti
il pianeta ha compiuto il suo viaggio
da Secoli e Secoli di Solitudine (1993, autoprodotto)
seicorde
Antonio Contoli
Venere strappò
ad uno ad uno
i suoi capelli bianchi
fino a non averne più
non sopportava di vedersi
invecchiare
io non giudico
e resto disteso
avvolto da bianche lenzuola
che fasciano le mie membra
come una mummia
nel suo sarcofago
la custodia della seicorde
appoggiata da capo al letto
incombe quasi fosse una lapide
io
non
giudico
come potrei giudicare
chi uccise se stesso
per non vedere la propria fine
ogni giorno della sua vita
da Storie di ordinaria precarietà (all’interno
dell’antologia Perle Sciolte - 2009, Bel-Ami Edizioni)
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Antonio Contoli
L'Intervista
Offro il mio timido contributo alla realizzazione del
talento di giovani autori della realtà italiana, conscia
delle difficoltà in cui tutti noi incorriamo, dovute
alla scelta personale del non voler percorrere una via lastricata
da umiliante ovvietà.
(Talvolta alcuni esseri umani preferiscono non svendere sè
stessi agli "scandalosi" salotti del popolino, prediligendo
la cura dell'amor proprio. Strano ma vero.)
Inizio questo mio percorso con Antonio Contoli, giovane autore
impegnato a esplorare le sfaccettature dell'intelletto attraverso
la musica e la letteratura. Buona lettura.
Prima scrittore, poi cantautore. C'è "un'anima"
che prevale di più o sono solo forme di espressione
che hanno la stessa origine?
Sono soltanto delle differenti forme di espressione, come
giustamente hai suggerito tu stessa, dettate dalla stessa
istanza di comunicare, di esprimere appunto un sentimento,
di condividerlo con gli altri. Personalmente prediligo la
scrittura, senza alcuna distinzione tra poesia e prosa. Mi
sono sempre sentito più a mio agio nello scrivere parole,
piuttosto che note; presumibilmente perché mi reputo
piuttosto carente nei confronti della tecnica musicale e questo
non mi permette di esprimere compiutamente le mie emozioni.
Hai un modello in particolare a cui ti ispiri? Parlacene
e spiegaci in che modo ha influenzato il tuo modo di scrivere
e fare musica.
Non sono uno che legge molto.. anzi, a dire il vero, quasi
mai mi capita di intraprendere la lettura di un libro; al
contrario sono un assiduo consumatore di musica, spaziando
all’interno di più generi (dalla classica all’heavy
metal).Questa premessa da sola dovrebbe esser sufficiente
a spiegare il motivo per cui i miei punti di riferimento,
anche per quanto concerne la scrittura, sono da ricercarsi
all’interno di una certa corrente di rock-psichedelico
anni ’70, come Syd Barrett, Jim Morrison o Lou Reed.
Cosa ne pensi del panorama musicale italiano? Nello
specifico: chi ascolti e chi non riesci proprio ad ascoltare?
Come ti dicevo ascolto molti generi, pertanto mi risulta difficile
scegliere una rosa ristretta di “preferiti”; inoltre
la scelta di ascoltare un cd piuttosto che un altro dipende
molto dal periodo e dallo stato mentale in cui mi trovo.C’è
solo un artista che da tempo immemorabile continua ad accompagnare
i miei viaggi e con cui di tanto in tanto sento il bisogno
di confrontarmi ancora; risponde al nome di Fabrizio De Andrè.
Qualcosa che vorresti dire ma nessuno penserebbe mai
di chiederti?
Ti rispondo con il brano di una mia canzone, che tra l’altro
dà il titolo al mio prossimo libro, in uscita tra settembre/ottobre
pv, a cura dell’editore Il Filo: “...non ho mai
vissuto un istante da ricordare senza rimpianti, amare od
odiare...” (Pensieri e Frammenti, 1996)
Gloria Frabotta
Sarebbe Inutile
Antonio Contoli
Capitolo 5
Sono arrivato, non ci ho messo molto.
Alzo gli occhi e vedo un'insegna a caratteri giganteschi,
che sovrasta un portoncino tarlato; leggo con disinvoltura
"TEMPO", sotto, più piccolo, "Orologi
e Cinturini".
Non aspetto un secondo di più ed entro.
All'interno della botteguccia, non trovo altro che uno scaffale
pieno di orologi scassati, ed un ragazzino -avrà due
o tre anni al massimo- seduto su di una seggiola rossa, che
succhia avidamente il suo biberon colmo di latte.
Un finestrino, alla mia destra illumina con parsimonia i miei
piedi gelati; ma c'è una poltroncina in un cantuccio!
Non l'avevo vista affatto; dò una voce per far sentire
che ci sono, e mi siedo quasi intirizzito.
Non passa molto tempo che si sente bussare alla porta.
Entra una vecchia, secca ed alta, tanto che fa una certa fatica
a varcare la soglia, che non sarà più alta di
un metro.
"E' pronto, finalmente?"
"Ecco, ecco! Un attimo di pazienza.
Sì, è pronto, prontissimo!"
Ed il neonato, abbandonato con molto rimpianto il suo latte
caldo, si alza, prende un grosso orologio a pendolo, e lo
porge con grazia sovrumana alla vecchia, che si è già
da tempo avvinghiata, senza alcun ritegno, al termosifone.
"Stia attenta, signora, pesa molto."
"E' stato un genio! ... ma ... adesso funziona ancora?"
"No, signora, non si preoccupi: l'ho rotto con le mie
stesse mani, alla perfezione; non credo che le darà
più alcun fastidio. Penso che non sia rimasta intatta
nemmeno una rotella; può star tranquilla."
"Perfetto! ...ma se poi ... ecco ... tornasse a funzionare?
Non è la prima volta che mi fa di questi scherzi, il
mio 'pendolone'..."
"Casomai accadesse, me lo riporti; ma non aspetti tanto
tempo, come questa volta, perchè il male va stroncato
sul nascere; mi capisce, vero?"
"Oh, lei è davvero un grand'uomo! Quanto le devo?"
"Spero che non se la prenderà a male, se questa
volta le faccio pagare un po' di più ..."
"E' stato un intervento difficile?"
"Lungo e difficile! Il meno che le posso chiedere è
un miliardo."
"Beh, però! Credevo peggio: è sempre stato
onesto, signor Tempo, ed è per questo che mi rivolgo
sempre a lei. Tenga: ecco il suo meritatissimo miliardo e
... buongiorno!"
"Arrivederla, signora."
Il bimbo, senza degnarmi d'una occhiata, si rimette il biberon
in bocca, e, risalita a stento la seggiola rossa, si riaccuccia,
nel modo in cui l'avevo trovato.
da Intuizionismo (1991, autoprodotto)
Io
Antonio Contoli
Tra il buio e la luce
Impongo me stesso al passare degli anni
Vincendo passato e futuro
Ritorno nel ventre materno
Poi svelto raggiungo la morte
Lontano da affetti sicuri
Rinnovo le lacrime e prendo la vita per gioco
Ritrovo me stesso nel foglio
Che solo può rendere il cuore
Di assurdi momenti
A fatica raggiunti e in un attimo spenti
Vi posso incontrare ed amare
Vi posso offrir l'odio più bieco
Ma resto quel fiore nascosto
Pianeta invisibile all'uomo
Fantasma dei sogni che ieri amavate sognare
da La Trilogia degli Occhi (2008, Firenze Libri)
Le Note Blu
Antonio Contoli
Quello che forse sarebbe
Potuto succedere
Non saprò mai
Quello che forse è successo
Dolci note primaverili
Il tuo strano sorriso
Giorni
Trascorsi
Lontano da te
Pensavo
A quei sogni
Da offrire alla notte
Per scrivere poi
Canzoni d' amore
Quello che allora sarebbe
Stato meglio dire o fare
Non l' ho mai davvero saputo
Adesso
Ti voglio pensare
Un attimo ancora
E poi
Saremo per sempre
Come le note blu
Di una canzone
Ormai troppo vecchia
Per esser soltanto pensata
da La Trilogia degli Occhi (2008, Firenze Libri)
Il sale dell’oceano
Antonio Contoli
Non mi troverete
Non saprete dove cercarmi
Nessuno vi dirà mai
Se il mondo o il ricordo
Mi fanno da casa
Lascerò in voi quell' angoscia
Che mi nutrì e mi fece adulto
(pioggia dalle mani arse dagli anni
serpenti dai mille veleni ed inganni)
Porto con me quel Sentimento
Che non avreste mai accettato
Pur sapendo che il Nero della Notte
Il Sale dell'Oceano
E il Rumore del Deserto
Saranno la vostra condanna
Per questo
e per il resto
Non mi troverete
Lasciate dormire i vostri figli
E' ancora presto per i rimorsi ...
... o per i rimpianti ...
da La Trilogia degli Occhi (2008, Firenze Libri)
Notti Insonni
Antonio Contoli
Notti insonni
Camminandoci accanto
Ombre di altri
Invisibili corpi
Sembrano quasi possederci
Notti insonni
Battendo il suolo
Con le impronte leggere
Dei nostri pensieri
Cerco di stringerti
Sentendoti più mia
Notti insonni
Appoggiata ai gradini
Qualche macchia di verde
Riflette i nostri sogni
Lasciandoci liberi
Di chiudere gli occhi
da La Trilogia degli Occhi (2008, Firenze Libri)
Dio
Antonio Contoli
ho conosciuto Dio
riparava orologi
e il suo non funzionava
l’ho incontrato diversi anni fa
quando ancora era tempo di credere
le sue mani tozze tagliavano l’aria
dando una forma astratta alle parole
che uscivano dalle labbra
era piacevole starlo ad ascoltare
oggi è tanto che non lo vedo più
qualcuno dice che è morto
altri sono convinti che non sia mai esistito...
giorni fa due ragazzi
mi hanno fermato per strada
chiedendomi di Dio
ma io non ho saputo cosa rispondere
da Storie di ordinaria precarietà (all’interno
dell’antologia Perle Sciolte - 2009, Bel-Ami Edizioni)
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