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04 ottobre 2008: "Nella
tana dell’orco e altre storie" di Susanna Trossero
Un libro, tanti libri
È il sabato, con il suo torpore che anticipa l’inverno
a colorare un incontenibile bisogno di qualcosa di dolce.
Carambolato tra la perpendicolarità quasi casuale di
una Centocelle che ha dimenticato l’estate, traduco la
mia ora di anticipo nella personalissima ricerca di una ciambella.
Sentendo il sapore di olio e farina, come ogni meridionale emigrato,
continuo a ripetermi: “ è inutile, qui non le sanno
fare.” Sono esterno a quel quartiere come a tanti posti
di questa città che ancora non conosco.
L’interno è rosso dei mattoni di un tempo. La libreria
scelta per la presentazione ha un che di irreale con quella
sua accoglienza avvolgente dentro braccia che ricordano le pareti
esterne dei palazzi in cortina.
Susanna Trossero è emozionata ma non tanto da cadere
nel silenzio. Lei, il piccolo rappresentante della sua fantasia
lo porta in mano mentre osserva un po’ disattenta i tanti
libri che si alternano tra colonne di mattoni rossi.
Con il morbido ritardo che anche l’arte non accademica
può concedersi, le sedie si riempiono e le due poltrone
al centro danno via alla musica attraverso la voce di Slawka.
Il viaggio attraverso i racconti di Susanna, parte dalla scelta
dell’atmosfera, della ambientazione naturale. Le parole
di Susanna attraversano divertite quei luoghi per tornare indietro
nella sua Sardegna. È nella sua terra che l’autrice
trova importanti punti di partenza ed è nella sua terra
che torna quando un luogo lontano come l’Irlanda, la sorprende
per essere così assonante con l’isola che le ha
dato i natali.
La natura di Susanna è una dimensione incantevole ma
non incantata. La forte dissonanza con un mondo rapido e abituato
alla disattenzione, induce la natura stessa a una catartica
ribellione.
Come nei racconti di Poe o nella più recente scuola di
Stephen King, Susanna non risparmia l’angolazione violenta
e non buonista della natura, regalando ai personaggi connotazioni
psicologiche accattivanti che raramente annoiano il lettore.
Tra gli astanti qualcuno ha già letto e qualcuno no,
per cui le domande che arrivano all’autrice spaziano da
alcune peculiarità dei personaggi a semplici curiosità
sulla composizione dell’opera e sui perché della
scelta dei racconti brevi.
Con l’indulgenza di un cielo che ha risparmiato l’impertinenza
della pioggia dietro i vetri della libreria, si è concluso
l’incontro lasciando attraverso il libro, aperta la porta
verso una dimensione tutt’altro che da dimenticare.
Salvatore Amandorla
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