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13 febbraio 2007: “www.sesso.come?”
Il mondo dell’eros con gli occhi della letteratura
La sera del 13 Febbraio 2007 ha avuto luogo, presso il Tuma's
Book Bar, un piccolo evento culturale incentrato sul tema del
sesso. Il titolo della serata introduce, con efficace sinteticità,
ciò che ha caratterizzato la prima parte dello spettacolo:
le diversità antropologiche tra l’universo maschile
e quello femminile nel contesto sociale ed economico dell’attuale
realtà. L’introduzione goliardica, grottescamente
piccante di Francesca Targa si è rivelata specchio fedele
di usi, costumi e modalità comportamentali dei giovani
di oggi e così, il sottotesto di battute spesso triviali
e impudiche, di situazioni indecorose e di altre varie espressioni
gergali, emerge in tutta la sua impietosa verità.
La virtualità impersonale e la glacialità del
cyber-sex giustificano appieno le categorizzazioni dell’attrice-cantante
Ilenia Colizzi, che cataloga con meticolosa semplicità,
la tipologia degli androidi moderni: “l’animale
da discoteca, il bello e impossibile, il figaccione, il narciso,
il qui nessuno mi capisce” e via dicendo; a tutto questo
fa da contraltare lo schematismo manicheo del giovane Fabio
Morici: “Come gli uomini classificano le donne? La tipa
che la dà e quella che non la dà”. I veri
outsider di questo mondo pregiudiziale sono”gli sfigati
cronici”, che si identificano con quell’attività
che ha, da sempre, garantito loro una sgradevole etichetta sociale:
l’onanismo.
A frapporsi, tra questo incipit più esplicito che ironico,
e l’idealizzazione della letteratura da Catullo a Pasolini,
vi sono stati due sonetti del Belli, uno dei quali ha riportato
alla memoria la lezione provocatoria tenuta da Michele Placido
in un’aula del carcere minorile palermitano in Meri per
sempre: “Er cazzo se po’ dì…”
e, inoltre, un estratto da “I monologhi della vagina”
di Eva Ensler.
Il filo conduttore che ha tenuto insieme il Poeta latino, Margherite
Duras, Lady Chatterley, Steven Berkoff, Alberto Moravia e Pier
Paolo Pasolini è stato l’eros, quella pulsione
vitale, così raffinatamente umana, che ispira l’animo
dei poeti sublimandosi attraverso l’immaginazione. Curioso
è notare come a suggello della lettura dei brani più
eterogenei, si sia voluto regalare agli ascoltatori una drammatica
poesia di Pasolini: “Sesso consolazione della miseria”,
nei cui tragici versi finali, si intuisce una delle tante profezie
che l’autore friulano ha lucidamente consegnato alle nuove
generazioni: il sesso come atto puramente meccanico in una società
post-industriale, consumista, conformista e falsamente tollerante.
Le attitudini psico-fisiologiche dell’uomo e della donna
sono state oggetto della seconda parte della serata, che ha
tenuto impegnati Monica Vivone e Francesco Pinto, due protagonisti
in materia, in un leggero siparietto sciorinante massime di
inevitabile generalità, visto il tono complessivamente
giocoso dell’occasione: gli uomini vengono dipinti come
predatori, macchine che puntano all’efficienza mascherando
i bisogni di accettazione ed affermazione, mentre alle donne
viene concessa tutta la lirica del caso: pensano di più
all’amore, comunicano attraverso metafore e partono dai
sentimenti prima di concedersi ai piaceri del sesso. Appare
lecito non sentirsi in piena sintonia con tali affermazioni
se si accetta come valida l’idea che nella società
contemporanea si sia oggettivato un processo già in atto
da anni, ovvero un quasi completo ribaltamento dei ruoli, soprattutto
all’interno del nucleo familiare. Al di là di ciò
è vero anche, come giustamente sottolineano gli psicologi,
che una conoscenza maggiore delle diversità attitudinali
e genetiche dell’uomo e della donna, può favorire
una comprensione migliore, attribuendo a questo termine il suo
significato più nobile.
Ha sottolineato il carattere sostanzialmente ludico del piccolo
evento, un breve gioco associativo cui hanno partecipato con
spontaneità e misura alcuni componenti del pubblico.
Nicola Cordone
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