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09
gennaio 2007: Amor di Roma
Roma letteraria, musicale e gastronomica
Il 9 gennaio inizia la nostra avventura con il circolo Bel-Ami.
Arrivate al Tuma's, incerte del nostro compito, veniamo subito
coinvolte nell'organizzazione da Francesca, perfetta conduttrice
della serata, non solo perché ottima organizzatrice ma
anche perchè vero e proprio "animale da palcoscenico".
Conosciamo subito Irene Mancini, autrice dei quadri in esposizione.
Una ragazza dall'animo dolce e timido che rivela poi tutta la
sua forza nelle tele caratterizzate dall'atmosfera crepuscolare
di Roma al momento dell'alba e dall'uso del nero più
profondo della notte.
Si inizia con la lettura di brani dedicati alle tante e tipiche
fontane dell'Urbe, per poi passare a quei poeti che attraverso
l'uso di un dialetto puro hanno raccontato i vizi e le virtù
della società romana nei secoli, dai papi fino alla Roma
capitale. E così Trilussa, Belli e Petrolini ci hanno
ricordato un dialetto che con tante trasformazioni è
arrivato fino a noi nelle poesie del nostro amico Simone. Tutta
la poesia della romanità viene poi espressa in un momento
di teatro: sul palco Francesca ne "La Donna in Nero"
e Nello Cantone ne "Er Fattaccio", entrambi bravissimi
a far rivivere quegli aspetti di sensibilità e passione
tipici del romano del Primo Novecento. La serata prosegue in
un alternarsi di emozioni, dalla drammaticità di una
donna che non sa come dar da mangiare al figlio si arriva alla
spensieratezza degli stornelli romani, magistralmente interpretati
dal maestro Enzo Ponziani e il cantante Roberto Bussaglia, che
sono riusciti a coinvolgere il pubblico facendolo cantare e
divertire con canzoni che ogni romano porta nel cuore.
Tra uno stornello e un altro attraverso le parole di artisti
non romani come Pasolini e Gogol abbiamo potuto rivivere l'elogio
di una Roma che già dal primo incontro non può
che rapirti per tutta la vita. Dunque un evento che è
riuscito a rappresentare la vera essenza della nostra città,
in ogni sua sfaccettatura, e a farci ricordare aspetti che sembravano
dimenticati.
Dafne Cola e Ornella Rodia
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