|
|
14 novembre 2006: E il naufragar
m’è dolce…
Vini e poesie
Mentre mi preparo per la nostra Prima sento un po’
di agitazione, una strana sensazione che dallo stomaco si diffonde
ovunque. Poi c’è il tragitto in macchina, la ricerca
del parcheggio e finalmente l’arrivo al Tuma’s Book
Bar, il locale che da qualche mese ospita le nostre riunioni.
C’è gente. È martedì sera eppure
all’entrata ci sono non poche persone, alcune fumano,
altre chiacchierano, tutte fanno la fila per entrare. Mi affaccio
e vedo il locale “vestito a festa”, ogni cosa è
come avevamo pianificato, anzi meglio. Dentro sono tutti in
movimento, mentre gli ospiti danno un’occhiata ai libri
sugli scaffali, Cristiano aiuta Carmen nella gestione delle
liste, Francesca controlla gli ultimi dettagli e Slawka, alle
prese con i microfoni, si prepara per la serata.
Sono le 21.00 e si comincia. Il Tuma’s è pieno,
tra i tanti volti riconosco quelli della “squadra”.
Ci sorridiamo contenti, un po’ emozionati ed eleganti.
Francesca, che sembra una presentatrice professionista, conquista
senza difficoltà l’attenzione del locale, poi,
calici in mano, ci facciamo guidare da Slawka nella degustazione
di due ottimi vini laziali. Da attenti assaggiatori ascoltiamo
e seguiamo le indicazioni della nostra sommelier, ci concentriamo
per cogliere i profumi di pesca o di prugna, assaporiamo gusti
freschi e rotondi. E il vino scende giù come vero nettare
accompagnato dagli istrionici monologhi e versi in romanesco
di Michele Capuano e Antonio Pacella. Mi guardo intorno e vedo
espressioni soddisfatte mentre da fuori molti curiosi si affacciano
chiedendo informazioni. Abbiamo avuto successo, permettetemi
di aggiungere, anche questa volta.
Se un anno fa mi avessero detto che avrei fatto parte di un
“gruppo letterario” capace di ideare una rivista
di qualità e di organizzare eventi come questo, avrei
sorriso facendomi scappare un “magari!”. Ora sorrido
e mi sento pienamente soddisfatta del nostro lavoro.
Ludovica Colussi |
|
|
 |
|
|